Digiuno intermittente: la chiave per un cervello più attivo grazie alle ultime ricerche scientifiche

Lorenzo Fogli

Gennaio 17, 2026

Il digiuno intermittente ha acquisito una notevole attenzione negli ultimi anni, non solo per i suoi effetti sulla perdita di peso, ma anche per i benefici che sembra apportare alla salute cerebrale. Recenti studi scientifici hanno rivelato come questa pratica possa influenzare la funzione cognitiva, la memoria e persino la longevità. Ma come funziona esattamente? E quali sono le evidenze che supportano queste affermazioni?

I fondamenti del digiuno intermittente

Il digiuno intermittente non è una dieta nel senso tradizionale del termine; piuttosto, è un modello alimentare che alterna periodi di assunzione di cibo a periodi di digiuno. Esistono diversi approcci, come il regime 16/8, in cui si digiuna per 16 ore al giorno e si mangia durante una finestra di 8 ore, e il 5:2, in cui si mangia normalmente per cinque giorni e si limita l’apporto calorico a circa 500-600 calorie per due giorni non consecutivi.

Digiuno intermittente: la chiave per un cervello più attivo grazie alle ultime ricerche scientifiche

Il meccanismo alla base del digiuno intermittente coinvolge la regolazione dell’insulina e il metabolismo dei grassi. Durante i periodi di digiuno, i livelli di insulina diminuiscono, facilitando la mobilizzazione dei grassi immagazzinati per produrre energia. Questo processo non solo aiuta a perdere peso, ma ha anche effetti positivi sulla salute cellulare e sulla composizione del sangue.

Una ricerca recente ha messo in evidenza che il digiuno intermittente potrebbe avere effetti diretti sulla neuroplasticità, ovvero la capacità del cervello di adattarsi e riorganizzarsi. Questo è particolarmente interessante, considerando che la neuroplasticità è fondamentale per l’ apprendimento e la memoria. Una scoperta che ha suscitato discussioni è che i periodi di digiuno possono aumentare i livelli di un fattore neurotrofico chiamato BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor), che svolge un’importante funzione nella sopravvivenza dei neuroni e nella formazione di nuove connessioni sinaptiche.

I benefici per il cervello

Uno dei principali vantaggi del digiuno intermittente è la sua capacità di migliorare la funzione cognitiva. Alcuni studi hanno dimostrato che le persone che seguono regolarmente questo regime alimentare tendono a riportare miglioramenti significativi nella concentrazione, nell’attenzione e nella memoria. Questo è in parte dovuto alla riduzione dei livelli di infiammazione, che è stata collegata a varie malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer.

Inoltre, il digiuno intermittente può contribuire a ridurre lo stress ossidativo nel cervello, che è un fattore chiave nello sviluppo di malattie neurodegenerative. Gli antiossidanti naturali prodotti dal corpo durante il digiuno possono contrastare i danni causati dai radicali liberi, proteggendo le cellule cerebrali e migliorando la salute mentale generale.

Non si tratta solo di protezione; il digiuno intermittente sembra anche stimolare la produzione di nuove cellule cerebrali. Questo processo, noto come neurogenesi, è particolarmente attivo nell’ippocampo, la regione del cervello associata alla memoria e all’apprendimento. Alcuni ricercatori suggeriscono che questo potrebbe essere uno dei motivi per cui le persone che praticano il digiuno intermittente riportano una maggiore chiarezza mentale e migliori capacità di apprendimento.

Le evidenze scientifiche

Ma quali sono le evidenze scientifiche a supporto di queste affermazioni? In uno studio condotto su modelli animali, i ricercatori hanno osservato che il digiuno intermittente porta a un aumento significativo dei livelli di BDNF nel cervello, correlato a un miglioramento delle prestazioni cognitive. Anche se le ricerche sugli esseri umani sono ancora in fase iniziale, le prime evidenze indicano che i soggetti che praticano il digiuno intermittente mostrano un miglioramento nella memoria a breve e lungo termine.

Un altro aspetto interessante riguarda l’effetto del digiuno intermittente sul sonno. A…[CONTINUA]

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