Saline di Trapani: Guida per i Turisti

Saline di Trapani: Guida per i Turisti

La Riserva Naturale Orientata delle Saline di Trapani e Paceco è un’area protetta gestita dal WWF che si estende per circa 1000 ettari e che regala panorami suggestivi per quel tratto di costa – lungo circa 30 km – che è definito come la “Via del Sale“. Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere!

Un po’ di storia

La denominazione “Via del Sale” congiunge ben 27 saline attive tra Trapani, Paceco e Marsala e si tratta di un ecosistema protetto. L’origine delle saline si fa risalire probabilmente ai Fenici, più di tremila anni fa, ma la prima vera testimonianza di una salina a Trapani si ha grazie al geografo arabo Al-Abu ‘ Abd Allah Muhammad, noto come Idrisi o Edrisi, che nel suo “Libro per lo svago di chi ama percorrere le regioni“, scritto per il re normanno Ruggero II nel 1154, racconta: “Proprio davanti alla porta della città si trova una salina…“.

Per secoli, infatti, le Saline furono il tratto distintivo della città di Trapani, motivo di orgoglio dato che si tratta di un territorio che, per sua natura, è idoneo alla coltura del sale, aiutato anche dal clima favorevole: scarse piogge, presenza del Mar Mediterrano con alto grado di salinità, ventilazione frequente e calore del sole.

Come arrivare alle Saline di Trapani

Per arrivare alle Saline di Trapani e Paceco, fino a quelle di Marsala in contrada Ettore Infersa (inserite nella Riserva Naturale Isole dello Stagnone), basta immettersi lungo la strada provinciale SP21 per poi seguire la segnaletica stradale, scegliendo dove svoltare in base alle vostre preferenze. Già lungo la strada potrete vedere, da lontano, montagnette di sale e lavoratori all’opera.

Come visitare le Saline di Trapani

All’interno dell’area protetta, per lo più, si trovano saline di proprietà privata, dove tutt’ora si estrae il sale secondo le classiche tecniche tradizionali. Si possono effettuare, però, visite guidate gratuite in appositi giorni e orari, previa prenotazione.

Le escursioni durano due ore ed evidenziano le peculiarità naturalistiche del luogo, con annessa fauna locale tra cui numerose specie di uccelli migratori come il fenicottero rosa, airone bianco e il gabbiano roseo. Tra l’altro da Luglio a Settembre si può assistere anche all’attività della raccolta del sale.

Ecco il link dove potrete trovare il modulo per la prenotazione, con annessi contatti utili: Link.

A rendere il paesaggio ancora più suggestivo è la presenza di mulini a vento – ne restano oggi circa 60 e solo alcuni ancora pompano acqua e macinano il sale con le loro pale – oltre a montagnole di sale sparse per i sentieri che costeggiano le saline.

Lo storico Museo del Sale

Tappa obbligata nel vostro tour delle Saline di Trapani è il piccolo ma completo Museo del Sale, gestito dalla famiglia Culcasi, collocato in un’antica fattoria-fortezza del Seicento, la tipica “casa salaria” a pianta rettangolare e tetto a due spioventi adibito alla molitura dei cristalli di sale. Possiamo trovare annesso anche un grande mulino a vento, circondato dalla “Salina Chiusa“, di proprietà della stessa famiglia che gestisce il museo. Questo “tesoro” è compreso nell’itinerario “Via del Sale“, progetto nato con l’intento di valorizzare le saline della Sicilia Occidentale.

Attraverso un apposito tour guidato, infatti, si possono ripercorrere le tappe che raccontano una storia e tradizione secolare. Il museo evidenzia le fasi del ciclo lavorativo e gli antichi strumenti di lavoro dei salinari: i ruzzoli per compattare il fondo delle saline, le ceste (cattedri) per il trasporto del sale, la spilicedda e la coclea o spira di Archimede per aspirare l’acqua della vasca, i listelli di legno (tagghia) per la misurazione del sale, sacchi di iuta, carro-botte che serviva per dissetare i lavoratori, la macina per la raffinazione del sale e tanto altro.

Il tutto è corredato da schede informative e foto in bianco e nero che mostrano anche le principali attività che venivano svolte all’interno delle saline. In più, da vicino si può ammirare la pala e l’albero del mulino, salendo anche in cima per foto mozzafiato.

Passeggiata tra le saline

Dopo la visita al Museo del Sale, è possibile passeggiare tra i vari sentieri delle saline adiacenti che, dividendo le varie vasche, illustrano bene le diverse fasi dall’arrivo dell’acqua alla raccolta del sale asciugato in piccoli mucchi conici, prima di essere coperto da tegole. Non perdete di ammirare, seppur da lontano, la Torre di Nubia che faceva parte dell’antico sistema delle Torri costiere della Sicilia per avvistare eventuali furti di sale ad opera di corsari barbareschi provenienti dal Nord Africa Maghrebino.

Vi consigliamo di effettuare la visita al tramonto: si apriranno davanti ai vostri occhi scenari senza precedenti. L’intero paesaggio, infatti, assume le sfumature che vanno dal rosso all’arancione/giallo non trascurando il rosa, in contrasto con il bianco del sale.

Dunque, le Saline di Trapani vi permetteranno di vivere un’esperienza unica difficile da dimenticare, una vera e propria “immersione” a 360° in un’atmosfera suggestiva e ricca di colori tra montagnette di sale coperte di tegole di terracotta e specchi d’acqua lucenti.